CHIRURGIA E PATOLOGIE ORTOPEDICHE
A cura del Dott.Luigi Vernaglia Lombardi - Chirurgo ortopedico
Ospedale Dei Pellegrini - Napoli


 
 
 
 
 
 
CHIRURGIA E PATOLOGIE ORTOPEDICHE

TECNICHE CHIRURGICHE
Frattura del piatto tibiale

Le fratture del piatto tibiale rappresentano una patologia ortopedica traumatologica molto frequente e di difficile trattamento nella chirurgia ortopedica.

La complessa chirurgia ortopedica da effettuare, richiede una grande e reale esperienza chirurgica per ricostruire la anatomia della articolazione e permettere una ottimale ripresa della escursione dei capi articolari.

Queste fratture complesse articolari,con frammenti di frattura piccoli e numerosi,con perdita di osso cartilagineo e spongioso nella regiona sottostante l’articolazione sono classificate secondo un criterio topografico secondo le regioni interessate ( piatto tibiale esterno,interno e tuberosità centrali ).
Le fratture più frequenti sono del piatto tibiale esterno che per la direzione del trauma determinano un infossamento del piano articolare esterno ( in traumatologia della strada è la lesione del pedone che viene investito e colpito dal paraurti dell’auto ).

Altri traumi possono determinare queste fratture complesse ossee con rotture dei legamenti crociati del ginocchio e rotture della capsula e dei menischi articolari.
Lesioni associate più gravi possono essere le lussazioni associate alla fratture dell’estremo prossimale tibiale ( ovvero le fratture del piatto tibiale ) con lesione vascolare della arteria poplitea e lesioni nervose del nervo sciatico e paresi del nervo sciatico popliteo esterno che decorre postero lateralmente sino alla testa del perone ( S.P.E.).

La classificazione ( Muller,Shatzker,ecc. ) di ogni frattura è importante per la chirurgia ortopedica che si deve effettuare.
Oltre il problema di valutare il danno osseo per la sua necessaria ricostruzione per la chirurgia ortopedica da effettuare si deve considerare lo stato dei tessuti molli che ricoprono l’articolazione e la gamba ( Classificazione di Tsherne che considera le abrasioni e contusioni cutanee per l’estensione e la profondità delle lesioni ).
A volte estese flittene controindicano l’intervento di chirurgia ortopedica che deve essere rimandato appena lo stato cutaneo permetta le incisioni chirurgiche su un terreno biologico sufficiente a garantire una chirurgia sicura.

La ricostruzione deve essere minuziosa e in presenza di perdite di sostanza si deve avvalere di osso di banca.I mezzi di sintesi utilizzati non essere troppo aggressivi per rispettare l’osso residuo ma essere efficienti per garantire una stabilità.I menischi ripararli, lungo l’estremo murale, quando possibile.

Seguono le foto di un caso con notevole infossamento e perdita di sostanza ossea .Il menisco esterno distaccato anteriormente dalla capsula è stato di nuovo reinserito dopo aver effettuata la riduzione.
E’ stato necessario sollevare il piano articolare dal besso e riempire il vuoto con cubo e cips di osso di banca.L’altezza del menisco reinserito è stato il repere della avvenuta riduzione in sollevamento di tutto il piatto tibiale esterno.
La riduzione,a vista,di 4 frammenti principali e delle spine tibiali è stata realizzata con placca modellata in loco e con viti al titanio di piccolo calibro per non distruggere l’osso spongioso metafisario.
La direzione delle viti è stata orientata per dare riduzione in compressione ai frammenti articolari,per avere stabilità della sintesi e permettere una veloce mobilizzazione.

 
Frattura piatto tibiale Frattura piatto tibiale Frattura piatto tibiale
     
Frattura piatto tibiale Frattura piatto tibiale Frattura piatto tibiale
     
Frattura piatto tibiale Frattura piatto tibiale Frattura piatto tibiale
     
Frattura piatto tibiale Frattura piatto tibiale Frattura piatto tibiale
     
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Frattura piatto tibiale Frattura piatto tibiale Frattura piatto tibiale
     
Frattura piatto tibiale    
 
Frattura del piatto tibiale.
Operazioe chirurgica eseguita dal Dott. Vernaglia Lombardi presso l'Ospedale Dei Pellegrini - Napoli.
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