IMAGING - RX CONVENZIONALE
In tutte le fratture acetabolari, dalla più semplice alla più complessa, l’Rx convenzionale secondo le 3 proiezioni di Judet rappresenta una tappa d’obbligo per la diagnosi, per l’indicazione e per la scelta della via d’accesso.
Lo studio radiografico di Judet consiste in una proiezione AP standard, una proiezione obliqua postero-esterna, e una proiezione obliqua postero-interna.
Nella proiezione AP standard distinguiamo le seguenti linee anatomo-radiografiche:
- bordo acetabolare posteriore
- bordo acetabolare anteriore
- tetto
- linea ileo-pubica: stretto pelvico superiore, colonna anteriore
- linea ileo-ischiatica: colonna posteriore
- “U” radiografica, la cui branca laterale è generata dal retrofondo e la branca mediale dal canale sotto-pubico (dove passa il nervo e l’arteria otturatoria per poi fuoriuscire attraverso il forame otturatorio). Essa è importante perché è il confine tra le due colonne.
Nella proiezione “iliaca” o “alare” (obliqua postero-esterna di 45°, quindi perpendicolare all’ala iliaca), le linee radiografiche sono:
- bordo acetabolare anteriore
- tetto
- margine posteriore della pelvi
In questa proiezione quindi viene sproiettata bene la colonna posteriore e il margine anteriore dell’acetabolo.
Nella proiezione “otturatoria” (obliqua postero-interna di 45°, quindi perpendicolare al forame otturatorio), le linee radiografiche sono:
- tratto sovra-cotiloideo
- tetto
- bordo acetabolare posteriore
- linea innominata
In pratica nella proiezione otturatoria viene sproiettata bene la colonna anteriore e il margine posteriore dell’acetabolo.
TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA
Fondamentale è lo studio di tre sezioni assiali:
- piano sacro-iliaco, per studiare la sacro-iliaca e l’ala iliaca;
- piano tettale, per studiare l’integrità del tetto acetabolare
- piano colonnare, per studiare l’integrità delle colonne anteriore e posteriore.
La ricostruzione 2D, soprattutto la ricostruzione coronale a livello della U radiografica ci permette di studiare la piramide tettale, mentre la ricostruzione 3D ci consente di vedere le lesioni secondo qualsiasi prospettiva, compresa quella che l’accesso chirurgico offrirà all’ortopedico per la riduzione e l’osteosintesi.
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