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CHIRURGIA E PATOLOGIE ORTOPEDICHE
A cura del - Chirurgo ortopedico
Ospedale Dei Pellegrini - Napoli


 
 
 
 
 
 
CHIRURGIA E PATOLOGIE ORTOPEDICHE

FRATTURE DEL COTILE
Generalità.

GENERALITA'
Le fratture articolari devono essere operate il più presto possibile (max 2-3 settimane), mirando alla perfetta ricostruzione anatomica.
Per quanto riguarda il cotile, la riduzione anatomica non sempre è raggiungibile, sia per l’estrema complessità di alcune fratture, sia perché la cavità acetabolare per la sua particolare ubicazione sfugge al controllo visivo diretto, qualunque sia l’accesso chirurgico.

L’operatore è al di fuori dell’articolazione e conduce manovre riduttive basandosi su punti di repere estrinseci all’articolazione stessa.

A partire dal 1955 Judet, vista la cattiva qualità dei risultati del trattamento conservativo, iniziò ad operare tutte, o quasi tutte, le fratture acetabolari. Prima infatti solo le fratture della parete posteriore venivano operate. Judet intraprese un paziente lavoro di ricerca anatomo-radiografica sullo scheletro del bacino, che lo portò a classificare tutte le varie lesioni basandosi sulle 3 proiezioni radiografiche che portano ancora il suo nome. Judet e Letournel inoltre studiarono i principali punti di repere del bacino: le linee anatomo-radiografiche.

Dopo la scomparsa di Letournel, nulla di sostanziale è stato detto a proposito delle fratture del cotile, a parte il considerare questa chirurgia difficile e da effettuarsi in centri qualificati e attrezzati.

Judet e Letournel debbono essere considerati i pionieri fondatori di questa chirurgia, impegnativa e difficile. Questi A.A. a partire dal 1960 hanno stabilito i principi generali, su cui si basa l’attuale orientamento diagnostico e terapeutico.

Il trattamento delle fratture acetabolari verte oggi su due principi fondamentali: l’intervento tempestivo entro e non oltre le 3 settimane e il perfetto ripristino dell’anatomia.

I cattivi risultati sono dovuti o ad una riduzione incompleta o ad una cattiva osteosintesi e sono immediati (anca sublussata o lussata) o tardivi (artrosi post-traumatica da incongruenza articolare).

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