L'applicazione della componente non cementata
prevede a seconda dei vari modelli, un perno
centrale di ancoraggio con base metallica ed inserto in polietilene. L'impianto può essere munito di Porocot o di idrossiapatite o di plasma spray e possono essere aggiunti viti o perni di fissaggio.
La preparazione della glena è
uguale all'impianto di protesi cementate.
La nostra esperienza riguarda l'impianto di una particolare tipologia di protesi con metal-back in titanio rivestito (Lima Lto) che possiede un perno centrale cavo del diametro di 1 cm ed un metal-back in continuità a fondo convesso che può essere stabilizzato con due viti e che prevede l'impianto ad incastro di polietilene.
Prima di procedere a qualsiasi tipo di fissazione
dell'impianto con tutte le componenti di prova in
sede per stabilire indicativamente la lassità intraoperatoria ottenuta, la stabilità e la presenza o
meno dell'iperstipamento, noi eseguiamo la manovra consigliata da Matsen e Rockwood:
- Nella manovra del cassetto posteriore la testa omerale deve traslare di circa la metà della glena e ritornare automaticamente al suo posto
- Ad arto abdotto a 90° dovrebbe essere possibile una rotazione interna di 70°
- Dopo la ricostruzione del sottoscapolare al collo omerale l'arto addotto al tronco dovrebbe consentire una rotazione esterna di circa 35-40°
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RIFERIMENTI FOTOGRAFICI:
Applicazione della componente glenoidea
Estratto dal capitolo 14°(pag 179-191): Applicazione della componente glenoidea: quando, perchè, e con quale tecnica chirurgica?
Autori: Raffaele Russo, Luigi Vernaglia Lombardi, Michele Ciccarelli, Gerardo Giudice
Testo: la protesi di spalla nell'artrosi gleno omerale (G.Porcellini, F.Campi, P.Paladini)
Timeo editore (Bologna).
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