CHIRURGIA E PATOLOGIE ORTOPEDICHE
A cura del Dott.Luigi Vernaglia Lombardi - Chirurgo ortopedico
Ospedale Dei Pellegrini - Napoli


 
 
 
 
 
 
CHIRURGIA E PATOLOGIE ORTOPEDICHE
ARTICOLI DI CHIRURGIA ORTOPEDICA
Protesi di Spalla: applicazione della componente glenoidea.
   Preparazione ed impianto della protesi glenoidea a chiglia cementata.

Per la preparazione della glenoide a chiglia cementata si procede innanzitutto a considerare la sua morfologia per poi trovare il centro glenoideo. In questa fase viene in aiuto l'immagine radiografica e l'esame Tac per cui il chirurgo conosce in anticipo la tipologia glenoidea.

Se la glenoide ha una morfologia normale si procede rapidamente alla ricerca del centro, se invece è una glenoide con osteofiti essi vanno identificati e vanno rimossi in modo idoneo per poi ritrovare il centro glenoideo.
Se la glenoide presenta un difetto di orientamento con una morfologia biconcava avendo ritrovato il centro si procede ad una correzione dell'orientamento o mediante un osteotomo o mediante una fresa che tende ad usurare la parte anteriore per livellarla con quella posteriore e quindi ritornare ad una versione regolare.

Avendo effettuato la rimozione di eventuali osteofiti, viene misurata la taglia della glena; vi sono sistemi protesici che individuano la taglia attraverso dischi misuratori di differente misura o sistemi protesici con mascherine di tre misure (piccola, media e grande) con cui provvedere alla identificazione della superficie glenoidea la cui misura deve corrispondere al massimo alla superfice reale della glenoide ma non essere più grande. Una volta ritrovato il centro glenoideo, esso va perforato con una fresa da 5 mm. Durante la ricerca del centro glenoideo bisogna essere attenti a perforare il collo parallelamente al suo asse latero-mediale; Rockwood e Matsen hanno suggerito l'utilizzo contemporaneo del dito indice del chirurgo che scorre lungo la superficie anteriore del collo, al di sotto della faccia profonda del sottoscapolare, in modo da indicare l'orientamento parallelo della fresa durante la perforazione del centro glenoideo. Fatto ciò si effettuano altri due fori, uno superiormente e l'altro inferiormente avendo misurato la chiglia ed avendo a disposizione uno strumentario idoneo alla valutazione dell'altezza e della profondità della stessa. Si procede all'unione dei fori attraverso l'utilizzo di un osteotomo sottile di 0,5 cm fino a formare un'unica scassa.

La tecnica originale proposta da Neer prevedeva l'utilizzo di un cucchiaino per effettuare lo svuotamento della spongiosa all'interno della scassa praticata tale da sottominare la stessa verso l'alto ed il basso in modo da ottenere il riempimento con maggior quantità di cemento. Rockwood consiglia di asportare con curettes osso trabecolare dalla base della coracoide e lungo il bordo laterale della scapola. Recentemente è stata proposta da Gazielly una tecnica differente che provvede ad ottenere lo scavo per la chiglia attraverso una impattazione dell'osso glenoideo all'interno del collo una volta segnata la superficie della scassa ed interrotto l'osso sottocorticale, anziché provvedere alla tecnica proposta di ri- muovere l'osso spongioso in modo da creare anfratti superiori ed inferiori da riempire con il cemento acrilico.

Studi di revisione recenti effettuati da Gazielly hanno dimostrato che i risultati delle glene cementate con impatto dell'osso sottocorticale, proprio per la consistenza della spongiosa compattata, sono certamente superiori rispetto al quelli ottenuti con l'escavazione dell'osso spongioso glenoideo poiché la percentuale di radiolucenza e, quindi, di scollamento diminuisce sensibilmente. Le raspe-guida di metallo vengono utilizzate per determinare la lunghezza, la larghezza, la profondità della chiglia di prova; la cavità si irriga con soluzione acquosa ed antibiotata per liberarla da eventuali residui ossei.
Successivamente viene posizionata la componente di prova e tenuta in sede con un impattatore. Un momento importante è controllare l'appoggio della componente di prova che deve essere stabile e congruente con la superfìcie glenoidea preparata senza che avvengano oscillazioni.
Nella nostra esperienza preferiamo usare la componente a base curva che, come riportato anche in letteratura, da una maggiore stabilità.

Prima della cementazione, per limitare il sanguinamento si riempie la scassa con spongostan®, dopo la cui rimozione, si passa al riempimento della cavità con cemento. Anche la chiglia e la base della componente vanno ricoperte di un sottile strato di cemento. Si procede all'impianto della glena definitiva che viene fermamente tenuta in sede con l'impattatore idoneo.

L'utilizzo di tali innesti comunque non è sempre seguito da osteointegrazione dell'innesto osseo con la glena.

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Preparazione ed impianto della protesi glenoidea a pioli

RIFERIMENTI FOTOGRAFICI:
Applicazione della componente glenoidea

Estratto dal capitolo 14°(pag 179-191): Applicazione della componente glenoidea: quando, perchè, e con quale tecnica chirurgica?
Autori: Raffaele Russo, Luigi Vernaglia Lombardi, Michele Ciccarelli, Gerardo Giudice
Testo: la protesi di spalla nell'artrosi gleno omerale (G.Porcellini, F.Campi, P.Paladini)
Timeo editore (Bologna).






Patologie ortopediche
Esame clinico della spalla


Tecniche chirurgiche (Foto)


Articoli di chirurgia ortopedica PROTESI DI SPALLA: APPLICAZIONE DELLA COMPONENTE GLENOIDEA


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