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CHIRURGIA E PATOLOGIE ORTOPEDICHE
A cura del - Chirurgo ortopedico
Ospedale Dei Pellegrini - Napoli


 
 
 
 
 
 
CHIRURGIA E PATOLOGIE ORTOPEDICHE

MISURAZIONI RADIOGRAFICHE   DELLL'APPARATO LOCOMOTORE

ANCA, PROIEZIONE ANTERO-POSTERIORE
PARAMETRI RELATIVI AI RAPPORTI TRA L'ESTREMO PROSSIMALE DEL FEMORE ED IL COTILE

Arco o ogiva cervice-pubica di Shenton-Makka-Menard ( visualizza immagine )
Disegnando una linea (TP) che, dal piccolo trocantere segua il contorno inferiore del collo del femore e poi quello della branca orizzontale del pube, essa risulta, nel normale, continua e regolare. Interruzioni o irregolarità della linea cervice-pubica di Shenton-Makka-Menard indicano alterazione del rapporto coxo-femorale. Va comunque precisato che l'ogiva può presentare delle interruzioni anche in presenza di normali rapporti articolari coxo-femorali, sia in relazione ad un'antiversione, sia in relazione ad una flessione o adduzione dell'anca. Pertanto, in presenza di una interruzioneo di una irregolarità dell’ogiva cervico-pubica è necessario procedere alla determinazione dell'angolo cervicocefalico di antiversione ed adda misura del diametro dei forami otturati per valutare un'eventuale flessine d’anca.

Linee di Albanese-Perkins-Ombre-danne ( visualizza immagine )
Per disegnare queste linee è necessario tracciare prima la linea biipsilonica (d). Si traccia quindi una perpendicolare (h) a questa linea che passi per il punto più laterale del profilo acetabolare. In tal modo vengono individuati quattro quadranti: due superiori: supero-mediale (B) e superolaterale (A) e due inferiori: infero-mediale (C) e infero-laterale (D). Quando i rapporti tra l'estremo prossimale del femore ed il cetile sono normali, la testa femorale o il nucleo cefalico vengono a trovarsi nel quadrante infero-mediale o di poco spostati nel quadrante inferolaterale. La caratteristica piu interessante di questo tipo di misurazione è l’assoluta indipendenza delle variazioni di posizione del bacino e del femore; per tale ragione viene da noi preferita ad altre nello studio dei rapporti articolari coxo-femorali.

Misurazione dello spostamento laterale e/o craniale dell'estremo prossimale del femore ( visualizza immagine )
La misurazione dello spostamento laterale si ricava misurando la distanza (P) sul tratto di retta bi-ipsilonica che va, dalla cartilagine triradiata, al piede della perpendicolare tangente il punto laterale più sporgente dell'epifisi prossimale del femore. La misurazione della lunghezza della linea P viene fatta su entrambi i lati: è evidente che essa aumenterà in corrispondenza del lato ove vi è stato spostamento laterale dell'estremo prossimale del femore dal fondo del cotile. In media, nel normale, questa distanza raggiunge il valore massimo di 16 mm., considerato su teleradiografia. Un eventuale spostamento craniale del femore viene determinato sul sistema lineare prima descritto; la mi-grazione prossimale del femore è documentata dalla riduzione in altezza del tratto (H) che dalla bi-ipsilonica raggiunge in basso il punto laterale più sporgente dell'estremo prossimale del femore. Il valore minimo di questa distanza è intorno ai 6 mm; una lunghezza inferiore a questo limite è indicativa di alterazione dei rapporti articolari coxo-femorali.

Parallelogramma di Delitala-Kopitz ( visualizza immagine )
Per costruire questo poligono è ne-cessario raccordare quattro punti di repere rappresentati dall'estremo supero-laterale del profilo cotiloideo (A), dalla cartilagine triradiata (B) e dai punti estremi, mediale (C) e laterale (D) dell'epifisi prossimale del femore. In tal modo si ottiene, in un soggetto normale, un parallelogramma di tipo rettangolo o quadrato, mentre nelle anche lussate si disegna una figura geometrica irregolare. Va precisato che_anche nel normale, le linee AB e CD, cioè i lati superiore ed inferiore del parallelogramma, possono essere non perfettamente paralleli. In ogni caso il nucleo cefalico si trova all'interno di tale figura geometrica.

Linea di Zsernaviczy e Tiirk ( visualizza immagine )
Questa linea (ZT) unisce i punti estremi, superiore ed inferiore, del cotile. Nel soggetto normale, nel suo decorso incontra il centro del nucleo cefalico (C). Tale evenienza non si verifica in caso di alterazioni dei rapporti tra i capi articolari.

Triangoli di Albanese ( visualizza immagine )
Per disegnare i triangoli di Albanese, è necessario innanzitutto tracciare una linea verticale (w) che, passando per il rachide lombosacrale, divida il bacino in due metà simmetriche. Successivamente si congiungono con una linea (AD) i punti più esterni dell'epifisi prossimale dei due femori e da questi stessi punti si tracciano due linee (AC e DE) che, passando per le rispettive cartilagini triradiate, si uniscono in corrispondenza della linea verticale mediana (w), prima indicata. Il triangolo cosi composto viene diviso in due dalla costruzione di un comune terzo lato rappresentato da una linea perpendicolare abbassata sulla congiungente AD, dal punto di incontro delle linee AC e DE. Nel normale i triangoli di Albanese dei due lati sono simmetrici e di tipo rettangolo. Sono particolarmente interessanti le variazioni in lunghezza dei cateti orizzontali (BA e FD) e di quelli verticali (CB e EF) per lo studio dei rapporti articolari. Infatti l'allontanamento dal fondo del cotile del femore è segnalato dall'aumento m lunghezza dei cateti orizzontali, mentre la risalita dell'estremo prossimale femorale è rivelata dalla riduzione m altezza dei cateti o-rizzontali.

Indice testa-acetabolo di Heyman-Herndon ( visualizza immagine )
Questa misurazione lineare fornisce informazioni sulla morfologia della testa e del colile. È indispensabile disegnare, in via preliminare, tre verticali di riferimento che, procedendo dall'esterno verso l'interno sono tangenti rispettivamente: la parte più esterna del profilo della testa femorale (f), il bordo acetabolare superolaterale (g) e la parte più interna della testa femorale (h).Si uniscono quindi con due linee orizzontali, la verticale esterna con l'interna (AB) e la verticale intermedia con l'interna (CD). Le due linee vengono misurate in millimetri e rapportate tra loro; il risultato è moltiplicato per cento. Il valore finale di un lato viene rapportato a quello ottenuto controlateralmente ed il quoziente moltiplicato per cento: se l’anca ha normale morfologia il valore è del 100%

Distanza M-Z ( visualizza immagine )
I due punti di repere di questa misurazione lineare sono rappresentati dal centro della testa femorale (M) e dal piede della linea proveniente dal fondo del colile, sulla retta che riunisce i due estremi superiore ed inferiore del profilo cotiloideo (Z). In condizioni normali, la distanza M-Z presenta una eguale lunghezza nei due lati.

Triangoli di Martin ( visualizza immagine )
Si costruiscono unendo il centro della cartilagine triradiata (C e F) con gli estremi mediali e laterali dell'epifisi prossimale del femore. Sul radiogramma di soggetto normale, i due triangoli ABC e FDE sono uguali.

Tear Drop Distance ( visualizza immagine )
È la distanza che intercorre tra due verticali tangenti rispettivamente il margine interno del nucleo cefalico ed il margine laterale della lacrima radiografica. Questa misurazione va effettuata bilateralmente ed i valori confrontati: differenze inferiori a 2 mm. o superiori a 11 mm. sono importanti nella diagnosi precoce del morbo di Legg-Perthes-Calvé.

Angolo cervico-cotiloideo ( visualizza immagine )
Presenta il vertice al centro della testa femorale; un lato è rappresentato dall'asse cervicale femorale, l'altro passa attraverso la cartilagine ipsilonica (AÉC). Questo angolo presenta, nel normale, un valore medio di 135°. Variazioni significative sono indice di una displasia femoro-cotiloidea.

Linea di Calve ( visualizza immagine )
Si tratta di una linea curva regolare, a convessità mediale che, partendo dal grande trocantere, segue il margine laterale dell'estremo prossimale del femore e risale verso Paltò lungo il contorno laterale dell'ileo; irregolarità di questa linea denunciano una alterazione dei rapporti articolari coxo-femorali.

Triangoli di Olah (( visualizza immagine )
Dopo aver tracciato una perpendicolare al suolo che divida il bacino in due metà simmetriche, si congiungono i punti supero-esterni delle due cavità cotiloidee. Quindi, da questi stessi punti si disegnano rispettivamente due linee che, sfiorando il margine laterale dell'ischio, si congiungono sull'asse di simmetria. Si determinano in tal modo due triangoli (ABL e DFM): in condizioni normali la base di questi due triangoli rettangoli (AB e DF) è parallela alla bi-ipsilonica (p)e le ipotcnuse incontrano i nuclei di ossificazione delle teste femorali.

Angolo ileo-femorale di Grosman ( visualizza immagine )
Presenta il vertice in corrispondenza della cartilagine triradiata; un lato è rappresentato dal prolungamento della biipsilonica mentre l'altro lato va a raggiungere il punto più mediale dell'estremo prossimale del femore. Nel normale l'ampiezza media di questo angolo (FÓH) è di circa 60°, esso si modifica in rapporto a sìgnificative variazioni dei rapporti femoro-cotiloidei.

CAPITOLO SUCCESSIVO:
Misurazioni radiografiche dell'apparato locomotore (proiezione latero-laterale) - Parametri relativi all'estremo prossimale del femore
Parametri relativi al cotile
Parametri relativi ai rapporti tra l'estremo prossimale del femore ed il cotile.

Estratto dal capitolo ANCA: Misurazioni radiologiche dell'apparato locomotore
Autori: Massimo Zanchini, Salvatore Grasso
Testo: ANCA ( Luigi Vernaglia Lombardi, Massimo Zanchini, Salvatore Grasso)
Aulo Gaggi Editore.






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